benefit approdo caronte

nius
Da Il Centro del 08/03/2008
Vandali scatenati: scritte contro il presidente D'Orazio e danni per 30 mila euro.
Palavolley
semidistrutto dai vandali a Pineto(Te). Lo spettacolo che ieri si è
parato davanti agli occhi dei primi arrivati nel centro sportivio Isola
delle Palme, è stato di devastazione: da un rapido giro è emerso che la
struttura ha subito danni per almeno 30 mila euro. Si suppone che
l'atto vandalico sia collegato a Benigno D'Orazio, (...).
Oltre ai
danni alla struttura sono state trovate scritte offensive nei confronti
del presidente della squadra, che è anche esponente politico de La
Destra in Abruzzo. Sul posto sono intervenuti uomini della digos e
della polizia scientifica. Innanzi tutto è stato distrutto un gazebo
che era proprio davanti all'ingresso del palavolley. Inoltre hanno
tagliato la copertura in gomma del palazzetto e hanno sfondato una
vetrata. Una volta dentro i vandali hanno scritto sul piano di plastica
di un tavolo insulti a D'Orazio, (...)
Assemblea al Fuoriluogo
Alcune settimane fa sono arrivate a 24 compagni/e delle denuncie per apologia di omicidio,danneggiamento,occupazione e lancio di materiale atto ad offendere(ossia lancio di raudi) relative al corteo contro il carcere ed il 41 bis organizzato a l’aquila il 3 giugno. E’ evidente i l tentativo di criminalizzare ogni forma di lotta che fuoriesce dall’alveo democratico,l’intenzione di frammentare cercando di desolidarizzare le varie anime componenti il corteo. Queste denunce cercando di essere da deterrente nel proseguire un percorso contro l’istituzione carceraria ed il 41 bis,non fanno altro che mostrare la reale faccia della democrazia che non tollera che esistano sempre piu’ individui refrattari all’ordine di cose imperanti. In questo presente basato sul controllo sociale sempre piu’ esteso,su una politica rincorrente maggior sicurezza che altro non fa che distogliere lo sguardo dagli effettivi problemi che ci circondano e basata sulla discriminazione verso il diverso ,verso l’extracomunitario,il piu’ debole, siamo convinti che sia di vitale importanza continuare a diffondere una critica radicale,in particolar modo verso l’istituzione carceraria. Ribadendo la nostra solidarieta’ verso tutti gli sfruttati rinchiusi in carcere e l’odio verso ogni forma di segregazione esprimiamo solidarietà verso tutti i denunciati e rilanciamo la volontà di continuare il percorso anticarcerario. Invitiamo percio’ a chi interessato a portare progetti,iniziative e fantasia all’assemblea di sabato 15 marzo a Bologna presso lo spazio di documentazione FUORI LUOGO alle ore 12.
Compagne/i contro la societa’ carceraria, 18 febbraio 2008
fogli di via 2
Poco tempo fa so sono prevenute a due compagni abruzzesi due fogli di via da Montorio Al Vomano (TE), che si aggiungono ai fogli di via da Teramo ed un altro comune dell'entroterra, notificati ad un altro compagno abruzzese. Solidali con i panici fiorentini, colpiti duramente dalla stretta dell’impero per aver infranto quanto ordinato da questa carta straccia, ribadiamo il nostro disprezzo contro la burocrazia dei confini e dei divieti di una repubblica che non ci appartiene e di una manica di stronzi in cravatta o in divisa a cui niente deleghiamo e da cui non vogliamo farci rappresentare.
Contro le deleghe, contro i confini, per l’autogestione delle nostre vite,
Anarchici Abruzzesi
fogli di via
Firenze - Condanne per violazione dei fogli di via
Nell'ottobre
2005, in conseguenza della decisa resistenza che opponemmo allo
sgombero dello storico Circolo Anarchico di Vicolo del Panico, una
decina di noi ricevettero il foglio di via da
Firenze per la durata di
tre anni. Decisi a rimanere a Firenze e non accettando questa pratica
canagliesca della repressione, abbiamo da subito deciso di violarlo e,
"insuscettibili di ravvedimento", abbiamo continuato a vivere e ad
agire nella città del David, di Cioni e di Pitti-Uomo. Adesso, dopo due
anni e mezzo costellati da numerosi fermi e da fitte denunce, lo Stato
comincia a presentarci il conto: una compagna del Panico è stata
condannata nei giorni scorsi dalla Corte d'Assise di Firenze a due mesi
di reclusione con la condizionale per non essersi allontanata da
Firenze. A dicembre un altro compagno è stato condannato a un mese per
lo stesso reato. Nel frattempo, nei giorni scorsi, una compagna della
Riottosa Squat ha ricevuto per posta la comunicazione di avvio del
procedimento di foglio di via. Qua da noi, oramai, questi fogliacci si
sprecano.
Da parte nostra nessun lamento, siamo fieri di esserci opposti apertamente a questo ignobile strumento repressivo.
Fuoco alle carte, merda a chi le firma
gli anarchici del Panico
la polizia fa male, eh?!
concerto confino - clicca sulll'immagine per ingrandire
appuntamento antifa a merano

comunicato sulla manifestazione del 3 giugno a l'aquila
Alcune settimane fa sono arrivate a 24 compagni/e delle
denuncie per apologia di omicidio,danneggiamento,occupazione e lancio di
materiale atto ad offendere(ossia lancio di raudi)
relative al corteo contro il
carcere ed il 41 bis organizzato a l’aquila il 3 giugno. E’ evidente i l
tentativo di criminalizzare ogni forma di lotta che fuoriesce dall’alveo
democratico,l’intenzione di frammentare cercando di desolidarizzare le varie
anime componenti il corteo. Queste denunce cercando di essere da deterrente nel
proseguire un percorso contro l’istituzione carceraria ed il 41 bis,non fanno
altro che mostrare la reale faccia della democrazia che non tollera che
esistano sempre piu’ individui refrattari all’ordine di cose imperanti. In
questo presente basato sul controllo sociale sempre piu’ esteso,su una politica
rincorrente maggior sicurezza che altro non fa che distogliere lo sguardo dagli
effettivi problemi che ci circondano e
basata sulla discriminazione verso il diverso ,verso
l’extracomunitario,il piu’ debole, siamo convinti che sia di vitale importanza
continuare a diffondere una critica radicale,in particolar modo verso
l’istituzione carceraria. Ribadendo la nostra solidarieta’ verso tutti gli
sfruttati rinchiusi in carcere e l’odio verso ogni forma di segregazione
esprimiamo solidarietà verso tutti i denunciati e rilanciamo la volontà di
continuare il percorso anticarcerario. Invitiamo percio’ a chi interessato a
portare progetti,iniziative e fantasia all’assemblea di sabato 15 marzo a
Bologna presso lo spazio di
documentazione FUORI LUOGO alle ore 12.
Compagne/i contro la societa’ carceraria, 18 febbraio 2008
botttega delle erbe

Mauro Rossetti Busa è di nuovo in galera
Mauro Rossetti Busa è di nuovo in galera
Mauro ci ha chiesto di
diffondere la notizia del suo arresto avvenuto a Lucca una decina di
giorni fa, e lo facciamo con un estratto di una lettera da lui
inviataci.
Per chi volesse scrivergli:
Mauro Rossetti Busa
via S. Giorgio, 110
55100 Lucca.
Lucca, 6 febbraio 2008
“...
Sono stato arrestato a Lucca per una condanna definitiva di 1 anno del
Tribunale di Genova per il reato che commisi nel 2004 in Tribunale a
Firenze - oltraggio alla corte e minaccia al PM. Per il momento mi
tengono in una sezione di isolamento con il divieto di fare socialità
con altri prigionieri che non siano nella stessa sezione, però il
passeggio lo faccio con tutti gli altri.
Questo mio isolamento è
dovuto al fatto che sono segnalato per la mia appartenenza anarchica,
ma non solo, la seconda motivazione è che, essendo uscito dal regime
speciale EIV, credo che sia stato informato il ministero al riguardo,
di conseguenza non so se mi terranno qui oppure mi assegneranno ad un
altro istituto che abbia il reparto EIV, o AS...”.
Solidarietà a Mauro!
Non basta la persecuzione di cui è stato oggetto in tutti questi anni? Smollatelo una buona volta!
sgomberata nuova occupazione in Abruzzo!
SGOMBERATA NUOVA OCCUPAZIONE IN ABRUZZO
Da qualche giorno sulla strada statale che collega teramo a giulianova, all'altezza del casello
autostradale dell'A14, era stato occupato uno stabile abbandonato di proprietà privata. Da subito l'allarmismo si espandeva nella pacata e pacificata zona, cosicchè, alla costante veduta di loschi figuri aggirarsi all'esterno del casato, dalle finestre dello stabile veniva esposto lo striscione "EX FRANTOIO OCCUPATO". La solerte attività di controllo statale metteva così in moto la propria macchina repressiva. Il 13 febbraio, nel primo pomeriggio, carabinieri di pattuglia e in borghese sfondavano la porta d'ingresso dello stabile, identificando quattro persone che si trovavano all'interno. Altre tre persone sono state fermate ed identificate all'esterno del casolare. A seguire la solita ritualistica.
Mai ravveduti, alla prossima....
ANARCHICI DELL'EX FRANTOIO OCCUPATO
per contatti: laraje@libero.it
avviso importante sul fronte di liberazione animale
AVVISO IMPORTANTE A TUTTO IL MOVIMENTO ANTISPECISTA PER LA LIBERAZIONE ANIMALE
BLOCCO ANIMALISTA IL FRONTE DELLO SPECISMO
Blocco animalista, ambigua associazione in difesa degli animali è da pochi mesi attiva nel territorio romano. Creatasi dai reduci di 100% animalisti il loro presidente Aurelio Melone vanta le atroci referenze di dipendente della Roche, multinazionale che da anni avvelena la terra e si rende complice della sofferenza di milioni di animali vivisezionati in nome del commercio farmachimico, e non a caso sotto boicottaggio da parte di migliaia di attivisti aderenti alla campagna SHAC contro HLS. La sua giusitificazione: "lavoro in Roche DIAGNOSTICS (una SPA indipendente rispetto a Roche PHARMA) che si occupa di diagnostica di laboratorio; NON SONO UN MANAGER, ma un impiegato inquadrato al LIVELLO B1 contratto dei chimici. Le mie mansioni sono quelle di Specialista Applicativo: in pratica mi occupo di strumentazioni di biologia molecolare, con applicazioni in ambito virologico e di genetica umana." http://italy.indymedia.org/news/2006/10/1164198_comment.php#1167599
Inoltre
invitano nel loro forum ad acquistare animali (nello specifico
topolini) per salvarli,
contribuendo di fatto al commercio e allo
sfruttamento animale. Comprare un essere vivente equivale di fatto
a considerarlo come un oggetto su cui poter mettere una etichetta
commerciale. chi compra un animale (aldilà del bene e del male se pensa
di salvarlo o meno) accetta la logica della mercificazione della vita,
esattamente come chi lo vende. non solo, ogni profitto per il
negoziante sarà un motivo in più per investire (cioè comprare altri
animali) nella sua attività. se compri un cane dall'allevamento morini
di FATTO stai alimentando la vivisezione e la morte/tortura certa di
tantissimi altri suoi simili. non comprare animali non significa solo
slegarsi dallo sfruttamento animale su un livello etico e quindi di
responsabilità ma sopratutto evitare che altri facciano la stessa
triste fine. Questa pratica si chiama Boicottaggio!
Chi non sopporta vedere animali in gabbia non li acquista, li libera!
(attraverso la controinformazione, i presidi, le azioni dirette o
comunque con i mezzi che ritiene necessari).
Il Blocco Animalista sta a tutti gli effetti alimentando e sostenendo la vendita e il commercio degli animali d'affezione, i così detti "pet" rendendosi complici dello sfruttamento animale perpetuato quotidianamente da questa società specista. Riteniamo necessario isolare questi individui negandogli qualsiasi considerazione anche in virtù del fatto che se da una parte inneggiano all'Animal Liberation Front come se fosse una ideologia invece di una pratica che si slega completamente da concetti di "organizzazione" e " dottrina" dall'altra condanna il liberazionismo nella più becera visione protezionista dell'animalismo.
Dal loro forum: "abbandonare (oh scusa, volevo dire 'liberare') in natura i ratti-topi cresciuti in un negozio o presi dal laboratorio è la stessa cosa come ammazzarli, perchè non sopravvivono un giorno neanche."
http://bloccoanimalista.forumattivo.com/roditori-by-alena-f7/free-rats-t499.htm
INCOERENZA, IGNORANZA, EGOISMO AFFETTIVO
NO ALLE BIOTECNOLOGIE NO ALLO SFRUTTAMENTO
LA VITA NON è IN VENDITA LIBERAZIONE ORA E SEMPRE
LINK al forum con l'invito BUY RATS
http://bloccoanimalista.forumattivo.com/roditori-by-alena-f7/free-rats-t499.htm
LINK del sito
http://nuke.bloccoanimalista.org/
Antispecisti e antispeciste Romani/e
polizia americana butta a terra un disabile su di una carrozzina per perquisirlo - Aggiornamenti di repressione nella penisola
Un video ha incastrato quattro vice sceriffi di Tampa in Florida che gettarono a terra dalla
carrozzina un quadriplegico per perquisirlo.
I quattro agenti sono stati sospesi dal servizio. Brian Sterner,
paralizzato dal 1994 in seguito a un incidente d'auto, si trovava lo
scorso gennaio nella stazione di polizia della contea di Hillsborough
dove era stato portato dopo essere stato fermato per un'infrazione al
traffico.
Nelle immagini si vede la poliziotta Charlette Marshall-Jones, sollevare da dietro la carrozzina per costringere Sterner a alzarsi in piedi per firmare un foglio. L'uomo completamente paralizzato dallo sterno in giù rovina a terra.
I
commenti in Rete si scatenano. Dasledogg scrive: "E' orribile quando
quelli che vediamo come servitori e protettori della società infliggono
le peggiori ferite psicologiche, fisiche ed emotive su di noi". E
continua impietoso: "Oggi la polizia sta diventando matta in virtù della sua autorità, colpendo donne incinte e quadraplegici".
Scapone 2001: "I poliziotti sono solo porci", Rockmorrismusic la mette
sul giustizialista: "D'accordo, ovviamente non credo sia giusto aver
sbattuto il ragazzo giù dalla sedia a rotelle, ma non dimenticate che
era lì (in galera) per un motivo, non è soltanto una vittima". Burvee
taglia corto: "Ma voi non avete mai fatto qualcosa di sbagliato? Sicuro
che il poliziotto va licenziato". Ed è polemica
CONTRO L’ISOLAMENTO CARCERARIO
SOLIDARIETA’ E LOTTA
12 febbraio 2008: ad un anno dai nostri arresti, due di noi continuano a subire il regime di isolamento. Proprio la nostra internità ai movimenti di lotta, ed alla pratica dell’internazionalismo, ci ha fatto conoscere tutta l’importanza di quest’arma di repressione, e soprattutto nei sistemi carcerari delle democrazie imperialiste.
E’ una forma di “tortura bianca” , “pulita”, che
costa poco nella sua gestione politica e che, pertanto, è sistematicamente
impiegata contro “il nemico interno” al fine esplicito di aggredirne la
resistenza,
spezzarlo, indurlo a capitolazione. Sistema talmente collaudato che viene
esportato nel kit della sedicente “democrazia”
imperialista: paesi vassalli,
dipendenti, come la Turchia, hanno trovato politicamente vantaggioso importare
questi metodi “democratici” di
carcerazione. Evidentemente i risultati non devono deludere... pure un regime
torturatore sanguinario, come quello turco.
D’altronde siamo in un’epoca in cui l’aggravamento repressivo, su tutti i piani (giudiziario, poliziesco, guerra “sporca” e segreta...) si confonde con la guerra d’aggressione neo-coloniale: Guantanamo, Abou Ghraib ne sono gli osceni simboli.
Il movimento di classe deve ben riflettere su tutto ciò, e assumerlo nella propria dimensione di lotta. Forse che le mobilitazioni popolari contro gli scempi capitalistici (per profitto!) del territorio, o contro le basi di guerra, non devono far fronte alle manganellate? Forse che le condanne nei tribunali, contro queste mobilitazioni, non sono diventate feroci (Genova, Milano-Corso Buenos Aires, Bologna...)? Forse che gli operai in molte fabbriche non devono far fronte ad uno stillicidio di licenziamenti politici (magari da parte di padroni assassini), sotto il marchio universale “sospetto terrorismo”?! E su tutti questi casi plana l’ombra dei reati associativi... cioè sempre più movimenti di lotta vengono imputati di terrorismo, e da quale pulpito? Dal codice fascista!
In questo allegro contesto, l’isolamento carcerario è arma di punta contro lo schieramento di classe. Arma di guerra politica che lo stato borghese imperialista conduce contro il proletariato, la classe operaia, particolarmente contro le loro espressioni politico-organizzative che cercano di porre e costruire la prospettiva rivoluzionaria.
D’accordo o non d’accordo con questa, si deve ritrovare il riflesso di classe: di fronte a noi si muovono come una macchina da guerra, la repressione è il risvolto interno della loro marcia di guerra imperialista nel mondo.
Ritroviamo un percorso di unità di classe, attraverso le varie lotte!
La repressione è la stessa, facciamo fronte!
Contro l’isolamento (carcerario e sociale), solidarietà!
Noi saremo in sciopero della fame, per la fine dell’isolamento dal giorno 12 febbraio 2008.
Alcuni compagni dell’inchiesta 12.2.2007
Dichiarazione di Avni Er all’udienza tenutasi il 7/02/08 a SS in Corte d’appello per decidere sulla sua estradizione. \ Lettera ai compagni
Signori della Corte,
dopo 3 mesi di attesa il signor procuratore generale di Sassari ha deciso di richiedere la mia estradizione verso la Turchia. Forse voi conoscete il mio paese solo come una località turistica del Mediterraneo, con belle spiagge, mare trasparente e tanto sole con cui abbronzarsi. Però l’altra faccia della Turchia è diversa. Torture, massacri, violazioni dei diritti umani, violazione del diritto di espressione, massacri nelle carceri sono all’ordine del giorno. I democratici, i comunisti vengono uccisi sulla strada, nei posti di polizia, sottoposti a torura, e successivamente rinchiusi nelle celle di isolamento, dove non possono godere di alcuna socialità, di visite di familiari e dove si rimane rinchiusi per 24 ore al giorno in celle di pochi metri, con la luce elettrica costantemente accesa ed isolamento acustico (pertanto con sottoposizione ad un regime detentivo integrante la deprivazione sensoriale). La vera faccia della Turchia è questa, manifestazioni legali tipo il 1°maggio, 8 marzo non vengono tollerate o permesse o sono costantemente sciolte con l’intervento della polizia o dell’esercito che, a tal fine, utilizza anche carri armati tank. Le persone che partecipano ad una manifestazione dove si rivendicano diritti viene considerato un “separatista”, se, kurdo, o se turco pericoloso comunista “terrorista”. I comunisti, i democratici non hanno alcuna sicurezza per le loro vite, noi non abbiamo sicurezza di vita in Turchia. Quando parliamo dello stato fascista turco sappiamo quello che diciamo e non è un’esagerazione. Turchia è una terra in cui lo stato permette ai “cacciatori di teste” fascisti, di collezionare trofei consistenti in parti mutilate dei corpi dei comunisti. La polizia turca usa la tortura per estorcere confessioni agli innocenti. Centinaia di persone hanno subito infatti gravi torture e a seguito delle confessioni così estorte, sono poi rinchiuse nelle celle di isolamento totale. Esistono tanti esempi di torture in Turchia, oggi non più riservate esclusivamente agli oppositori politici. Il 20 agosto 2007 un cittadino nigeriano è stato arrestato e deportato nella caserma. Quando lui non accettò di confermare venne ucciso. Come ho detto esistono vari esempi di torture in Turchia, che per gli oppositori politici è una prassi eseguita sistematicamente. Anche io se sarò estradato in Turchia verrò sottoposto alla tortura a trattamenti disumani e degradanti, poi verrò rinchiuso nelle celle di isolamento totale.
Signori della Corte, io non voglio l’elemosina.
C’è un’ingiustizia contro di me che si consumerà in quel paese. La Turchia non rispetterà i miei diritti umani e farà scempio delle mie carni. Voglio giustizia, voglio il mio diritto di sopravvivere. Certamente amo il mio paese, il mio popolo. Chi non vorrebbe vivere nel suo paese, in liberta?
Le mie radici sono lì. Però purtroppo non ho alcuna garanzia che verrà rispettata la mia incolumità fisica in Turchia.
Che cosa è la democrazia se il parlamento decide contro il popolo? Se nel mio paese il popolo è controllato e costantemente sotto vigilanza dell’esercito?
Questo vuol dire che il popolo è considerato come un nemico, una minaccia.
Per evitare la mia estradizione verso la Turchia ho iniziato uno sciopero della fame dal 28/01/2008 illimitato. Forse morirò in carcere, però morirò con la mia dignità e non consentirò ai carnefici fascisti in Turchia di sottopormi a violenze atroci.
Desidero inoltre farvi sapere che se leggerete gli atti con attenzione vedrete che le accuse contro di me sono inconsistenti ed errate, in quanto attribuiscono allo scrivente la partecipazione ed attività e manifestazioni a cui il sottoscritto non ha mai presenziato, come nel caso della protesta la parlamento europeo contro il ministro turco.
11/02/08
CARI COMPAGNI/E
VI SCRIVO QUESTA LETTERA DOPO IL PROCESSO PER L’ESTRADIZIONE DI 07 FEBBRAIO 2008. PURTROPPO NON VI POSSO INFORMARE LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SASSARI, PERCHE’ E’ STATA RINVIATA AL 10 APRILE. COSI’ IL RISCHIO DI ESTRADIZIONE C’E’ANCORA COME SPADA DI DAMOCLE .
PER ADESSO ASPETTIAMO IL 10 APRILE.
IN QUESTO CASO HO RITENUTO NECESSARIO DI SOPSENDERE LO SCIOPERO DELLA FAME, CHE AVEVO INIZIATO DAL 28 GENNAIO, FINO AL 10 APRILE.
ASPETTERO’ LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SASSARI DEL 10 APRILE E VI COMUNICHERO’.
VI RINGRAZIO DI CUORE PER LA VOSTRA AMPIA E FORTE SOLIDARIETA’.
LA NOSTRA UNICA FORZA E’ LA SOLIDARIETA’ E CHE CI UNISCE CONTRO OGNI TIPO DI OPPRESSIONE E INGIUSTIZIA, COSI’ SAPPAIMO NON SIAMO MAI SOLI.
VI SALUTO E VI RINGRAZIO DI NUOVO.
AVNI
P.S. VI SPEDISCO LA MIA CONDIZIONE FISICA DURANTE LO SCIOPERO:
DATA PESO PRESSIONE
28-01 91,7 90/140
29-01 88,8 85/140
30-01 87,7 90/120
31-01 87,5 80/130
1-02 85,8 80/120
2-02 85,4 80/110
3-02 85 80/120
4-02 84,5 70/110
5-02 84,2 80/120
6-02 83,6 80/110
7-02 83 80/110
8-02 82,1 80/130


