AGGIORNAMENTI DALLA VIA DEL CUORE - PISA
storpiato a proprio uso e consumo intercettazioni ambientali e/o telefoniche), configura per la terza volta in quattro anni un 270 bis nei confronti degli stessi indagati e/o imputati delle due precedenti inchieste, più altri che nel frattempo si erano uniti al gruppo nonostante la pluriennale persecuzione volta anche a scoraggiare la militanza e la solidarietà.Il 29/05/08 venivano eseguite 12 perquisizioni tra Pisa, Livorno, La Spezia, Prato e Udine: 12 gli Avvisi di garanzia, 3 gli Ordini di Custodia Cautelare eseguiti nei confronti di Paola Gori (antispecista ed ecologista radicale) di Livorno, Daniele Casalini e Francesco Gioia (anarchici già detenuti rispettivamente a Parma e Sollicciano, accusati di una rapina ad un ufficio postale) e un altro mandato di cattura non eseguito per irriperibilità del compagno, nei confronti di Leonardo Landi, anarchico di Via del Cuore.
L´impianto accusatorio dell´attuale inchiesta è il solito inaugurato contro gli anarchici nel 1995 dal PM Marini a Roma, sempre aiutato dai ROS, che si basa sull´ipotesi del doppio livello, il famoso palese/occulto, con cui l´'associazione sovversiva' di turno palesava e occultava le proprie azioni; le case di residenza diventano covi; i rapporti amicali vengono trasformati in sodalizi criminosi e i giornali a diffusione nazionale (in questo caso Terra Selvaggia) in bollettini interni. Inizia il 12/06/07, quando venivano arrestati Daniele e Francesco sulle montagne lucchesi qualche ora dopo che era stata consumata una rapina alle Poste di Terrinca (LU). Ai ROS, che hanno la funzione di reprimere le lotte sociali, non è bastato certo di avere due compagni nel sacco e, proprio quando stavano per scadere i termini di carcerazione preventiva, hanno pensato di fare più danno possibile all´area politica da dove provenivano i compagni e che si è mostrata sempre e fin da subito solidale.
Pertanto, Daniele, Francesco, Leo e Paola sono imputati del << ...reato di cui all´art. 270bis perché, formando tra loro uno specifico 'gruppo di affinità', strutturato secondo lo schema eversivo del c.d. doppio livello.... promuovevano, costituivano e organizzavano un´associazione criminale diretta a sovvertire violentemente l´ordinamento democratico dello Stato e che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione, tra cui l´ideazione e la commissione della rapina in danno dell´ufficio postale di Terrinca (LU), eseguita il 12/06/07, a scopo di autofinanziamento, ovvero diretta al procacciamento delle risorse necessarie all´operatività ed alla stessa sopravvivenza dell´associazione, anche sotto il profilo dell´assistenza economica dei sodali detenuti, organizzazione operante in sintonia con gruppi eversivi insediati in altre regioni del territorio dello Stato e dedita
, altresì, ad una diffusa attività do proselitismo mediante la stampa di volantini, di documenti e del periodico a circolazione interna 'Terra Selvaggia', contenenti manifeste espressioni di istigazione e apologia dei reati strumentali al conseguimento del fine eversivo dell´ordine democratico. In Livorno, Pisa ed altre aree del territorio nazionale, quanto meno dal Marzo 2007 alla data odierna.>>. Inoltre, sono imputati <e III comma c.p....perchè in concorso tra loro e con altre persone non identificate, al fine di trarne profitto, si impossessavano della somma di 3460 ? asportandola dall´Ufficio Postale di Terrinca... Casalini Daniele, nell´introdursi nell´ufficio postale...travisto ed impugnando una pistola... Gioia Francesco, nel fungere da 'palo'... Landi Leonardo, nell´assicurare il supporto logistico ed organizzativo... Gori Paola, nel mettere a disposizione la propria abitazione - stabilmente utilizzata per le riunioni 'ristrette'... Con l´aggravante di aver agito con finalità di terrorismo e di eversione dell´ordine democratico.>>.Anche questa volta l´ennesima associazione sovversiva và a colpire i legami di solidarietà che si sono creati in questi anni. Quello che si cerca di creare è l´isolamento dei compagni e l´allontanamento e la criminalizzazione delle lotte. Per questo sono stati colpiti/e i compagni/e più generosi che hanno scelto da che parte stare infischiandosene delle manovre repressive che ogni giorno di più si palesano sotto gli occhi di tutti/e. Compagni e compagne che da anni lottano in difesa della terra e degli animali, contro i vari progetti di devastazione ambientale, dai rigassificatori agli inceneritori, dal TAV all´inquinamento elettromagnetico, da sempre solidali con coloro che vengono colpiti dalla repressione e attivi nel loro sostegno.
libertà per Paola
libertà per Francesco e Daniele
libertà per tutti e
tutte le ribelli della terra
solidarietà per Leo
31/05/08
Coordinamento Nogasiera
Anarchici e Anarchiche di Via del Cuore
anarchici sparsi
per chi volesse scrivere ai prigionieri:
Daniele Casalini - c.c. Via Burla 59 - 43100 Parma
Francesco Gioia - c.c. Via
Girolamo Minervini 2/R - 50142 Sollicciano (FI)
Paola Gori - Via delle Macchie 59 - 57100 Livorno, ma sicuramente presto verrà trasferita in
altro carcere.
benefit approdo caronte

nius
Da Il Centro del 08/03/2008
Vandali scatenati: scritte contro il presidente D'Orazio e danni per 30 mila euro.
Palavolley
semidistrutto dai vandali a Pineto(Te). Lo spettacolo che ieri si è
parato davanti agli occhi dei primi arrivati nel centro sportivio Isola
delle Palme, è stato di devastazione: da un rapido giro è emerso che la
struttura ha subito danni per almeno 30 mila euro. Si suppone che
l'atto vandalico sia collegato a Benigno D'Orazio, (...).
Oltre ai
danni alla struttura sono state trovate scritte offensive nei confronti
del presidente della squadra, che è anche esponente politico de La
Destra in Abruzzo. Sul posto sono intervenuti uomini della digos e
della polizia scientifica. Innanzi tutto è stato distrutto un gazebo
che era proprio davanti all'ingresso del palavolley. Inoltre hanno
tagliato la copertura in gomma del palazzetto e hanno sfondato una
vetrata. Una volta dentro i vandali hanno scritto sul piano di plastica
di un tavolo insulti a D'Orazio, (...)
Assemblea al Fuoriluogo
Alcune settimane fa sono arrivate a 24 compagni/e delle denuncie per apologia di omicidio,danneggiamento,occupazione e lancio di materiale atto ad offendere(ossia lancio di raudi) relative al corteo contro il carcere ed il 41 bis organizzato a l’aquila il 3 giugno. E’ evidente i l tentativo di criminalizzare ogni forma di lotta che fuoriesce dall’alveo democratico,l’intenzione di frammentare cercando di desolidarizzare le varie anime componenti il corteo. Queste denunce cercando di essere da deterrente nel proseguire un percorso contro l’istituzione carceraria ed il 41 bis,non fanno altro che mostrare la reale faccia della democrazia che non tollera che esistano sempre piu’ individui refrattari all’ordine di cose imperanti. In questo presente basato sul controllo sociale sempre piu’ esteso,su una politica rincorrente maggior sicurezza che altro non fa che distogliere lo sguardo dagli effettivi problemi che ci circondano e basata sulla discriminazione verso il diverso ,verso l’extracomunitario,il piu’ debole, siamo convinti che sia di vitale importanza continuare a diffondere una critica radicale,in particolar modo verso l’istituzione carceraria. Ribadendo la nostra solidarieta’ verso tutti gli sfruttati rinchiusi in carcere e l’odio verso ogni forma di segregazione esprimiamo solidarietà verso tutti i denunciati e rilanciamo la volontà di continuare il percorso anticarcerario. Invitiamo percio’ a chi interessato a portare progetti,iniziative e fantasia all’assemblea di sabato 15 marzo a Bologna presso lo spazio di documentazione FUORI LUOGO alle ore 12.
Compagne/i contro la societa’ carceraria, 18 febbraio 2008
comunicato sulla manifestazione del 3 giugno a l'aquila
Alcune settimane fa sono arrivate a 24 compagni/e delle
denuncie per apologia di omicidio,danneggiamento,occupazione e lancio di
materiale atto ad offendere(ossia lancio di raudi)
relative al corteo contro il
carcere ed il 41 bis organizzato a l’aquila il 3 giugno. E’ evidente i l
tentativo di criminalizzare ogni forma di lotta che fuoriesce dall’alveo
democratico,l’intenzione di frammentare cercando di desolidarizzare le varie
anime componenti il corteo. Queste denunce cercando di essere da deterrente nel
proseguire un percorso contro l’istituzione carceraria ed il 41 bis,non fanno
altro che mostrare la reale faccia della democrazia che non tollera che
esistano sempre piu’ individui refrattari all’ordine di cose imperanti. In
questo presente basato sul controllo sociale sempre piu’ esteso,su una politica
rincorrente maggior sicurezza che altro non fa che distogliere lo sguardo dagli
effettivi problemi che ci circondano e
basata sulla discriminazione verso il diverso ,verso
l’extracomunitario,il piu’ debole, siamo convinti che sia di vitale importanza
continuare a diffondere una critica radicale,in particolar modo verso
l’istituzione carceraria. Ribadendo la nostra solidarieta’ verso tutti gli
sfruttati rinchiusi in carcere e l’odio verso ogni forma di segregazione
esprimiamo solidarietà verso tutti i denunciati e rilanciamo la volontà di
continuare il percorso anticarcerario. Invitiamo percio’ a chi interessato a
portare progetti,iniziative e fantasia all’assemblea di sabato 15 marzo a
Bologna presso lo spazio di
documentazione FUORI LUOGO alle ore 12.
Compagne/i contro la societa’ carceraria, 18 febbraio 2008
Mauro Rossetti Busa è di nuovo in galera
Mauro Rossetti Busa è di nuovo in galera
Mauro ci ha chiesto di
diffondere la notizia del suo arresto avvenuto a Lucca una decina di
giorni fa, e lo facciamo con un estratto di una lettera da lui
inviataci.
Per chi volesse scrivergli:
Mauro Rossetti Busa
via S. Giorgio, 110
55100 Lucca.
Lucca, 6 febbraio 2008
“...
Sono stato arrestato a Lucca per una condanna definitiva di 1 anno del
Tribunale di Genova per il reato che commisi nel 2004 in Tribunale a
Firenze - oltraggio alla corte e minaccia al PM. Per il momento mi
tengono in una sezione di isolamento con il divieto di fare socialità
con altri prigionieri che non siano nella stessa sezione, però il
passeggio lo faccio con tutti gli altri.
Questo mio isolamento è
dovuto al fatto che sono segnalato per la mia appartenenza anarchica,
ma non solo, la seconda motivazione è che, essendo uscito dal regime
speciale EIV, credo che sia stato informato il ministero al riguardo,
di conseguenza non so se mi terranno qui oppure mi assegneranno ad un
altro istituto che abbia il reparto EIV, o AS...”.
Solidarietà a Mauro!
Non basta la persecuzione di cui è stato oggetto in tutti questi anni? Smollatelo una buona volta!
polizia americana butta a terra un disabile su di una carrozzina per perquisirlo - Aggiornamenti di repressione nella penisola
Un video ha incastrato quattro vice sceriffi di Tampa in Florida che gettarono a terra dalla
carrozzina un quadriplegico per perquisirlo.
I quattro agenti sono stati sospesi dal servizio. Brian Sterner,
paralizzato dal 1994 in seguito a un incidente d'auto, si trovava lo
scorso gennaio nella stazione di polizia della contea di Hillsborough
dove era stato portato dopo essere stato fermato per un'infrazione al
traffico.
Nelle immagini si vede la poliziotta Charlette Marshall-Jones, sollevare da dietro la carrozzina per costringere Sterner a alzarsi in piedi per firmare un foglio. L'uomo completamente paralizzato dallo sterno in giù rovina a terra.
I
commenti in Rete si scatenano. Dasledogg scrive: "E' orribile quando
quelli che vediamo come servitori e protettori della società infliggono
le peggiori ferite psicologiche, fisiche ed emotive su di noi". E
continua impietoso: "Oggi la polizia sta diventando matta in virtù della sua autorità, colpendo donne incinte e quadraplegici".
Scapone 2001: "I poliziotti sono solo porci", Rockmorrismusic la mette
sul giustizialista: "D'accordo, ovviamente non credo sia giusto aver
sbattuto il ragazzo giù dalla sedia a rotelle, ma non dimenticate che
era lì (in galera) per un motivo, non è soltanto una vittima". Burvee
taglia corto: "Ma voi non avete mai fatto qualcosa di sbagliato? Sicuro
che il poliziotto va licenziato". Ed è polemica
CONTRO L’ISOLAMENTO CARCERARIO
SOLIDARIETA’ E LOTTA
12 febbraio 2008: ad un anno dai nostri arresti, due di noi continuano a subire il regime di isolamento. Proprio la nostra internità ai movimenti di lotta, ed alla pratica dell’internazionalismo, ci ha fatto conoscere tutta l’importanza di quest’arma di repressione, e soprattutto nei sistemi carcerari delle democrazie imperialiste.
E’ una forma di “tortura bianca” , “pulita”, che
costa poco nella sua gestione politica e che, pertanto, è sistematicamente
impiegata contro “il nemico interno” al fine esplicito di aggredirne la
resistenza,
spezzarlo, indurlo a capitolazione. Sistema talmente collaudato che viene
esportato nel kit della sedicente “democrazia”
imperialista: paesi vassalli,
dipendenti, come la Turchia, hanno trovato politicamente vantaggioso importare
questi metodi “democratici” di
carcerazione. Evidentemente i risultati non devono deludere... pure un regime
torturatore sanguinario, come quello turco.
D’altronde siamo in un’epoca in cui l’aggravamento repressivo, su tutti i piani (giudiziario, poliziesco, guerra “sporca” e segreta...) si confonde con la guerra d’aggressione neo-coloniale: Guantanamo, Abou Ghraib ne sono gli osceni simboli.
Il movimento di classe deve ben riflettere su tutto ciò, e assumerlo nella propria dimensione di lotta. Forse che le mobilitazioni popolari contro gli scempi capitalistici (per profitto!) del territorio, o contro le basi di guerra, non devono far fronte alle manganellate? Forse che le condanne nei tribunali, contro queste mobilitazioni, non sono diventate feroci (Genova, Milano-Corso Buenos Aires, Bologna...)? Forse che gli operai in molte fabbriche non devono far fronte ad uno stillicidio di licenziamenti politici (magari da parte di padroni assassini), sotto il marchio universale “sospetto terrorismo”?! E su tutti questi casi plana l’ombra dei reati associativi... cioè sempre più movimenti di lotta vengono imputati di terrorismo, e da quale pulpito? Dal codice fascista!
In questo allegro contesto, l’isolamento carcerario è arma di punta contro lo schieramento di classe. Arma di guerra politica che lo stato borghese imperialista conduce contro il proletariato, la classe operaia, particolarmente contro le loro espressioni politico-organizzative che cercano di porre e costruire la prospettiva rivoluzionaria.
D’accordo o non d’accordo con questa, si deve ritrovare il riflesso di classe: di fronte a noi si muovono come una macchina da guerra, la repressione è il risvolto interno della loro marcia di guerra imperialista nel mondo.
Ritroviamo un percorso di unità di classe, attraverso le varie lotte!
La repressione è la stessa, facciamo fronte!
Contro l’isolamento (carcerario e sociale), solidarietà!
Noi saremo in sciopero della fame, per la fine dell’isolamento dal giorno 12 febbraio 2008.
Alcuni compagni dell’inchiesta 12.2.2007
Dichiarazione di Avni Er all’udienza tenutasi il 7/02/08 a SS in Corte d’appello per decidere sulla sua estradizione. \ Lettera ai compagni
Signori della Corte,
dopo 3 mesi di attesa il signor procuratore generale di Sassari ha deciso di richiedere la mia estradizione verso la Turchia. Forse voi conoscete il mio paese solo come una località turistica del Mediterraneo, con belle spiagge, mare trasparente e tanto sole con cui abbronzarsi. Però l’altra faccia della Turchia è diversa. Torture, massacri, violazioni dei diritti umani, violazione del diritto di espressione, massacri nelle carceri sono all’ordine del giorno. I democratici, i comunisti vengono uccisi sulla strada, nei posti di polizia, sottoposti a torura, e successivamente rinchiusi nelle celle di isolamento, dove non possono godere di alcuna socialità, di visite di familiari e dove si rimane rinchiusi per 24 ore al giorno in celle di pochi metri, con la luce elettrica costantemente accesa ed isolamento acustico (pertanto con sottoposizione ad un regime detentivo integrante la deprivazione sensoriale). La vera faccia della Turchia è questa, manifestazioni legali tipo il 1°maggio, 8 marzo non vengono tollerate o permesse o sono costantemente sciolte con l’intervento della polizia o dell’esercito che, a tal fine, utilizza anche carri armati tank. Le persone che partecipano ad una manifestazione dove si rivendicano diritti viene considerato un “separatista”, se, kurdo, o se turco pericoloso comunista “terrorista”. I comunisti, i democratici non hanno alcuna sicurezza per le loro vite, noi non abbiamo sicurezza di vita in Turchia. Quando parliamo dello stato fascista turco sappiamo quello che diciamo e non è un’esagerazione. Turchia è una terra in cui lo stato permette ai “cacciatori di teste” fascisti, di collezionare trofei consistenti in parti mutilate dei corpi dei comunisti. La polizia turca usa la tortura per estorcere confessioni agli innocenti. Centinaia di persone hanno subito infatti gravi torture e a seguito delle confessioni così estorte, sono poi rinchiuse nelle celle di isolamento totale. Esistono tanti esempi di torture in Turchia, oggi non più riservate esclusivamente agli oppositori politici. Il 20 agosto 2007 un cittadino nigeriano è stato arrestato e deportato nella caserma. Quando lui non accettò di confermare venne ucciso. Come ho detto esistono vari esempi di torture in Turchia, che per gli oppositori politici è una prassi eseguita sistematicamente. Anche io se sarò estradato in Turchia verrò sottoposto alla tortura a trattamenti disumani e degradanti, poi verrò rinchiuso nelle celle di isolamento totale.
Signori della Corte, io non voglio l’elemosina.
C’è un’ingiustizia contro di me che si consumerà in quel paese. La Turchia non rispetterà i miei diritti umani e farà scempio delle mie carni. Voglio giustizia, voglio il mio diritto di sopravvivere. Certamente amo il mio paese, il mio popolo. Chi non vorrebbe vivere nel suo paese, in liberta?
Le mie radici sono lì. Però purtroppo non ho alcuna garanzia che verrà rispettata la mia incolumità fisica in Turchia.
Che cosa è la democrazia se il parlamento decide contro il popolo? Se nel mio paese il popolo è controllato e costantemente sotto vigilanza dell’esercito?
Questo vuol dire che il popolo è considerato come un nemico, una minaccia.
Per evitare la mia estradizione verso la Turchia ho iniziato uno sciopero della fame dal 28/01/2008 illimitato. Forse morirò in carcere, però morirò con la mia dignità e non consentirò ai carnefici fascisti in Turchia di sottopormi a violenze atroci.
Desidero inoltre farvi sapere che se leggerete gli atti con attenzione vedrete che le accuse contro di me sono inconsistenti ed errate, in quanto attribuiscono allo scrivente la partecipazione ed attività e manifestazioni a cui il sottoscritto non ha mai presenziato, come nel caso della protesta la parlamento europeo contro il ministro turco.
11/02/08
CARI COMPAGNI/E
VI SCRIVO QUESTA LETTERA DOPO IL PROCESSO PER L’ESTRADIZIONE DI 07 FEBBRAIO 2008. PURTROPPO NON VI POSSO INFORMARE LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SASSARI, PERCHE’ E’ STATA RINVIATA AL 10 APRILE. COSI’ IL RISCHIO DI ESTRADIZIONE C’E’ANCORA COME SPADA DI DAMOCLE .
PER ADESSO ASPETTIAMO IL 10 APRILE.
IN QUESTO CASO HO RITENUTO NECESSARIO DI SOPSENDERE LO SCIOPERO DELLA FAME, CHE AVEVO INIZIATO DAL 28 GENNAIO, FINO AL 10 APRILE.
ASPETTERO’ LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SASSARI DEL 10 APRILE E VI COMUNICHERO’.
VI RINGRAZIO DI CUORE PER LA VOSTRA AMPIA E FORTE SOLIDARIETA’.
LA NOSTRA UNICA FORZA E’ LA SOLIDARIETA’ E CHE CI UNISCE CONTRO OGNI TIPO DI OPPRESSIONE E INGIUSTIZIA, COSI’ SAPPAIMO NON SIAMO MAI SOLI.
VI SALUTO E VI RINGRAZIO DI NUOVO.
AVNI
P.S. VI SPEDISCO LA MIA CONDIZIONE FISICA DURANTE LO SCIOPERO:
DATA PESO PRESSIONE
28-01 91,7 90/140
29-01 88,8 85/140
30-01 87,7 90/120
31-01 87,5 80/130
1-02 85,8 80/120
2-02 85,4 80/110
3-02 85 80/120
4-02 84,5 70/110
5-02 84,2 80/120
6-02 83,6 80/110
7-02 83 80/110
8-02 82,1 80/130
possibili buone nuove per Avni Er
Prime notizie sul processo per l'estradizione di Avni Er
Dalle
prime informazioni ricevute dai compagni presenti al presidio in
sostegno di Avni Er tenutosi oggi 7 febbraio a Sassari, giungono buone
notizie.
Apprendiamo infatti che la decisione della Corte d'Appello
sull'accoglimento della richiesta di estradizione avanzata dalle
Autorità turche nei confronti di Avni è stata posticipata al 10 aprile
e che lo stesso Pubblico Ministero ha avanzato dubbi sulla sua
legittimità.
Una prima vittoria per tutti coloro che hanno portato avanti la
campagna in sostegno di Avni e Zeynep, un segnale di quanto sia
importante la mobilitazione, la solidarietà e la politica da fronte
contro la repressione, nel frenare e ostacolare i nefasti progetti di
chi vorrebbe restringere fino ad annullare i nostri spazi di libertà.
Una prima vittoria che deve vederci da oggi ancora più uniti ed attivi
per impedire che quand'anche venisse respinta la richiesta di
estradizione, Avni e Zeynep non siano comunque consegnati nelle mani
dei loro aguzzini in virtù dell'espulsione dal territorio italiano che
li attende a fine pena.
La lotta continua dunque, ma da un livello più alto.
Seguirà un comunicato più dettagliato.
Vasto - Detenuto si uccide
fonte ansa.it
Con la testa in sacchetto plastica e' morto per soffocamento
(ANSA) - VASTO (CHIETI), 8 FEB - Un detenuto 30enne, Sandro Di Nisio, pescarese, si e' ucciso nel carcere di Vasto approfittando dell'assenza dei compagni di cella. Il giovane ha messo la testa in un sacchetto di plastica ed e' morto per soffocamento. Il suo corpo senza vita e' stato trovato dagli agenti della polizia penitenziaria durante il giro di ispezione. La magistratura vastese ha aperto un'indagine. L'uomo era recluso nel carcere di Vasto per spaccio di sostanze stupefacenti.
appuntamenti giumura giubox
www.giumuragiubox.org
Nel mese di Febbraio puoi trovare Giù Mura Giù Box :
Forlì - martedì 5 e 19 dalle 19:00 alle 21:00 v. della Rocca 4
Parma - Domenica 10 dalle 15:00 alle 18:00 sul cavalcavia di via Burla
con i suoi migliori DJ
Cos'e' giumura giubox.
Una
pratica semplice ed efficace, che ha come scopo primario quello di
invalidare una delle funzioni basilari del carcere: l'isolamento.
Attuabile da chiunque, si intraprende portando musica al di fuori della
struttura carceraria. Per i detenuti, con i detenuti (che
invariabilmente rispondono salutando vivacemente l'interruzione
dell'indifferenza) e in beffa allo stato ed alle sue gabbie. Chi e'
giumuragiubox. Chiunque metta insieme un impianto di amplificazione ed
un mezzo per portarlo in giro, e vada a condividere la propria musica
ed un microfono aperto con chi si trova al di la' del muro di un
qualsiasi carcere nel mondo. Non esistono etichette, associazioni o fir
me di alcun genere, perche' la musica va al dila' di ogni confine
imposto: fluttua nell'aria al di la' di ogni sbarra. Il piu' grosso
valore della pratica di giumura e' la sua trasferibilita' e
riproducibilita' ad libitum. Perche' giumuragiubox. Fino al momento in
cui non si potra' intravedere la possibilita' concreta
dell'eliminazione fisica delle strutture carcerarie, qualsiasi mezzo e'
buono per annientarne una o piu' funzioni. Oltre ad aprire una
comunicazione diretta coi detenuti, la pratica di giumura ha
riscontrato l'interesse dei passanti, che magari per la prima volta
nella loro vita si trovano a riflettere sul dogma carcere, o sulla
presenza della sua funzione fuori e dentro alla societa'. Per non
parlare dei familiari, piu' che contenti di approfittare del microfono
aperto per scavalcare i limiti dei colloqui con una ulteriore
possibilita' di comunicazione. Quando giumuragiubox. Tutte le volte
che
qualcuno abbia voglia di ascoltare e condividere musica e parole; piu'
volte possibile; sempre. In tutte le sue attuazioni, specie se
reiterate regolarmente al di fuori dello stesso carcere, giumuragiubox
ha riscontrato successi ed apprezzamenti. Lasciando un indirizzo dal
microfono, i detenuti potranno poi richiedere via lettera la canzone
preferita, e magari raccontare un po' la propria esperienza, da cui si
puo' eventualmente fare un quadro migliore di quella che e' la
situazione reale all'interno delle carceri, sorpassando in un balzo le
menzogne dello stato e quelle dell'informazione ufficiale. Dove
giumuragiubox. Ovunque ci sia un carcere, e qualcuno si prenda la briga
ed il piacere di portarvi musica. L'idea che sta alla base della
pratica di giumuragiubox e' l'urgenza della prassi rispetto alla
teoria, nel campo della lotta/critica al carcere. Cominciare col
disattivarne la funzione isolatrice, attraverso un semplicissimo gesto
che la annienta di fatto, e' il nuovissimo punto di partenza per
rimettere in discussione il sistema carcerario. Che sia una parola, una
canzone, una poesia o solo un rumore, ogni rottura del silenzio e' di
per se' un successo. Il che fa di giumuragiubox una pratica sempre
vincente.
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Per info : GIU' MURA GIU' BOX http://giumuragiubox.org Email - solomacerie@yahoo.it