polizia americana butta a terra un disabile su di una carrozzina per perquisirlo - Aggiornamenti di repressione nella penisola

Da Libero
 
Usa/ Poliziotti fanno una perquisizione e buttano quadriplegico dalla sedia a rotelle
Giovedí 14.02.2008 09:45
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Un video ha incastrato quattro vice sceriffi di Tampa in Florida che gettarono a terra dalla carrozzina un quadriplegico per perquisirlo. I quattro agenti sono stati sospesi dal servizio. Brian Sterner, paralizzato dal 1994 in seguito a un incidente d'auto, si trovava lo scorso gennaio nella stazione di polizia della contea di Hillsborough dove era stato portato dopo essere stato fermato per un'infrazione al traffico.

Nelle immagini si vede la poliziotta Charlette Marshall-Jones, sollevare da dietro la carrozzina per costringere Sterner a alzarsi in piedi per firmare un foglio. L'uomo completamente paralizzato dallo sterno in giù rovina a terra.

I commenti in Rete si scatenano. Dasledogg scrive: "E' orribile quando quelli che vediamo come servitori e protettori della società infliggono le peggiori ferite psicologiche, fisiche ed emotive su di noi". E continua impietoso: "Oggi la polizia sta diventando matta in virtù della sua autorità, colpendo donne incinte e quadraplegici". Scapone 2001: "I poliziotti sono solo porci", Rockmorrismusic la mette sul giustizialista: "D'accordo, ovviamente non credo sia giusto aver sbattuto il ragazzo giù dalla sedia a rotelle, ma non dimenticate che era lì (in galera) per un motivo, non è soltanto una vittima". Burvee taglia corto: "Ma voi non avete mai fatto qualcosa di sbagliato? Sicuro che il poliziotto va licenziato". Ed è polemica


 CONTRO L’ISOLAMENTO CARCERARIO

SOLIDARIETA’ E LOTTA

12 febbraio 2008: ad un anno dai nostri arresti, due di noi continuano a subire il regime di isolamento. Proprio la nostra internità ai movimenti di lotta, ed alla pratica dell’internazionalismo, ci ha fatto conoscere tutta l’importanza di quest’arma di repressione, e soprattutto nei sistemi carcerari delle democrazie imperialiste.

E’ una forma di “tortura bianca” , “pulita”, che costa poco nella sua gestione politica e che, pertanto, è sistematicamente impiegata contro “il nemico interno”  al fine esplicito di aggredirne la resistenza, spezzarlo, indurlo a capitolazione. Sistema talmente collaudato che viene esportato nel kit della sedicente “democrazia”  imperialista: paesi vassalli, dipendenti, come la Turchia, hanno trovato politicamente vantaggioso importare questi metodi “democratici” di carcerazione. Evidentemente i risultati non devono deludere... pure un regime torturatore sanguinario, come quello turco.

D’altronde siamo in un’epoca in cui l’aggravamento repressivo, su tutti i piani (giudiziario, poliziesco, guerra “sporca” e segreta...) si confonde con la guerra d’aggressione neo-coloniale: Guantanamo, Abou Ghraib ne sono gli osceni simboli.

Il movimento di classe deve ben riflettere su tutto ciò, e assumerlo nella propria dimensione di lotta. Forse che le mobilitazioni popolari contro gli scempi capitalistici (per profitto!) del territorio, o contro le basi di guerra, non devono far fronte alle manganellate? Forse che le condanne nei tribunali, contro queste mobilitazioni, non sono diventate feroci (Genova, Milano-Corso Buenos Aires, Bologna...)? Forse che gli operai in molte fabbriche non devono far fronte ad uno stillicidio di licenziamenti politici (magari da parte di padroni assassini), sotto il marchio universale “sospetto terrorismo”?! E su tutti questi casi plana l’ombra dei reati associativi... cioè sempre più movimenti di lotta vengono imputati di terrorismo, e da quale pulpito? Dal codice fascista!

In questo allegro contesto, l’isolamento carcerario è arma di punta contro lo schieramento di classe. Arma di guerra politica che lo stato borghese imperialista conduce contro il proletariato, la classe operaia, particolarmente contro le loro espressioni politico-organizzative che cercano di porre e costruire la prospettiva rivoluzionaria.

D’accordo o non d’accordo con questa, si deve ritrovare il riflesso di classe: di fronte a noi si muovono come una macchina da guerra, la repressione è il risvolto interno della loro marcia di guerra imperialista nel mondo.

Ritroviamo un percorso di unità di classe, attraverso le varie lotte!

La repressione è la stessa, facciamo fronte!

Contro l’isolamento (carcerario e sociale), solidarietà!

Noi saremo in sciopero della fame, per la fine dell’isolamento dal giorno 12 febbraio 2008.

Alcuni compagni dell’inchiesta 12.2.2007



Dichiarazione di Avni Er all’udienza tenutasi il 7/02/08 a SS in Corte d’appello per decidere sulla sua estradizione. \ Lettera ai compagni

Signori della Corte,
dopo 3 mesi di attesa il signor procuratore generale di Sassari ha deciso di richiedere la mia estradizione verso la Turchia. Forse voi conoscete il mio paese solo come una località turistica del Mediterraneo, con belle spiagge, mare trasparente e tanto sole con cui abbronzarsi. Però l’altra faccia della Turchia è diversa. Torture, massacri, violazioni dei diritti umani, violazione del diritto di espressione, massacri nelle carceri sono all’ordine del giorno. I democratici, i comunisti vengono uccisi sulla strada, nei posti di polizia, sottoposti a torura, e successivamente rinchiusi nelle celle di isolamento, dove non possono godere di alcuna socialità, di visite di familiari e dove si rimane rinchiusi per 24 ore al giorno in celle di pochi metri, con la luce elettrica costantemente accesa ed isolamento acustico (pertanto con sottoposizione ad un regime detentivo integrante la deprivazione sensoriale). La vera faccia della Turchia è questa, manifestazioni legali tipo il 1°maggio, 8 marzo non vengono tollerate o permesse o sono costantemente sciolte con l’intervento della polizia o dell’esercito che, a tal fine, utilizza anche carri armati tank. Le persone che partecipano ad una manifestazione dove si rivendicano diritti viene considerato un “separatista”, se, kurdo, o se turco pericoloso comunista “terrorista”. I comunisti, i democratici non hanno alcuna sicurezza per le loro vite, noi non abbiamo sicurezza di vita in Turchia. Quando parliamo dello stato fascista turco sappiamo quello che diciamo e non è un’esagerazione. Turchia è una terra in cui lo stato permette ai “cacciatori di teste” fascisti, di collezionare trofei consistenti in parti mutilate dei corpi dei comunisti. La polizia turca usa la tortura per estorcere confessioni agli innocenti. Centinaia di persone hanno subito infatti gravi torture e a seguito delle confessioni così estorte, sono poi rinchiuse nelle celle di isolamento totale. Esistono tanti esempi di torture in Turchia, oggi non più riservate esclusivamente agli oppositori politici. Il 20 agosto 2007 un cittadino nigeriano è stato arrestato e deportato nella caserma. Quando lui non accettò di confermare venne ucciso. Come ho detto esistono vari esempi di torture in Turchia, che per gli oppositori politici è una prassi eseguita sistematicamente. Anche io se sarò estradato in Turchia verrò sottoposto alla tortura a trattamenti disumani e degradanti, poi verrò rinchiuso nelle celle di isolamento totale.
Signori della Corte, io non voglio l’elemosina.
C’è un’ingiustizia contro di me che si consumerà in quel paese. La Turchia non rispetterà i miei diritti umani e farà scempio delle mie carni. Voglio giustizia, voglio il mio diritto di sopravvivere. Certamente amo il mio paese, il mio popolo. Chi non vorrebbe vivere nel suo paese, in liberta?
Le mie radici sono lì. Però purtroppo non ho alcuna garanzia che verrà rispettata la mia incolumità fisica in Turchia.
Che cosa è la democrazia se il parlamento decide contro il popolo? Se nel mio paese il popolo è controllato e costantemente sotto vigilanza dell’esercito?
Questo vuol dire che il popolo è considerato come un nemico, una minaccia.
Per evitare la mia estradizione verso la Turchia ho iniziato uno sciopero della fame dal 28/01/2008 illimitato. Forse morirò in carcere, però morirò con la mia dignità e non consentirò ai carnefici fascisti in Turchia di sottopormi a violenze atroci.
Desidero inoltre farvi sapere che se leggerete gli atti con attenzione vedrete che le accuse contro di me sono inconsistenti ed errate, in quanto attribuiscono allo scrivente la partecipazione ed attività e manifestazioni a cui il sottoscritto non ha mai presenziato, come nel caso della protesta la parlamento europeo contro il ministro turco.



11/02/08

CARI COMPAGNI/E
VI SCRIVO QUESTA LETTERA DOPO IL PROCESSO PER L’ESTRADIZIONE DI 07 FEBBRAIO 2008. PURTROPPO NON VI POSSO INFORMARE LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SASSARI, PERCHE’ E’ STATA RINVIATA AL 10 APRILE. COSI’ IL RISCHIO DI ESTRADIZIONE C’E’ANCORA COME SPADA DI DAMOCLE .
PER ADESSO ASPETTIAMO IL 10 APRILE.
IN QUESTO CASO HO RITENUTO NECESSARIO DI SOPSENDERE LO SCIOPERO DELLA FAME, CHE AVEVO INIZIATO DAL 28 GENNAIO, FINO AL 10 APRILE.
ASPETTERO’ LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SASSARI DEL 10 APRILE E VI COMUNICHERO’.
VI RINGRAZIO DI CUORE PER LA VOSTRA AMPIA E FORTE SOLIDARIETA’.
LA NOSTRA UNICA FORZA E’ LA SOLIDARIETA’ E CHE CI UNISCE CONTRO OGNI TIPO DI OPPRESSIONE E INGIUSTIZIA, COSI’ SAPPAIMO NON SIAMO MAI SOLI.
VI SALUTO E VI RINGRAZIO DI NUOVO.
AVNI
P.S. VI SPEDISCO LA MIA CONDIZIONE FISICA DURANTE LO SCIOPERO:
DATA PESO PRESSIONE
28-01 91,7 90/140
29-01 88,8 85/140
30-01 87,7 90/120
31-01 87,5 80/130
1-02 85,8 80/120
2-02 85,4 80/110
3-02 85 80/120
4-02 84,5 70/110
5-02 84,2 80/120
6-02 83,6 80/110
7-02 83 80/110
8-02 82,1 80/130

perquise teramo

L'11 febbraio, alle 6 e mezza del mattino, sono state effettute perquisizioni presso la residenza di un compagno teramano, e presso l'abitazione dei suoi genitori. Gli sgherri in divisa cercavano, come è scritto nel decreto, il solito "materiale cartaceo anarchico, e scatole di legno e nastro adesivo, per il confezionamento e l'utilizzo di ordigni esplosivi" (?!). Tutto perchè un tale denuciava un danneggiamento del campanello condominiale, e i vetri dell'abitazione, articoli 81 e 663 c.p., e per gli articoli 81 e 612, perchè lo stesso si sentiva minacciato di un "male ingiusto", leggendo sui muri di casa "Fascio burattino schifoso, se volevamo gia bruciavi". L'esito della perquisa portava al sequestro del solito "materiale anarchico, agende personali e scatole di cartone, ogniuna delle quali recva incollati stralci di nastro adesivo nero" (in realtà semplici scatole per accessori fotografici. Questa perquisizione  fa da eco all'ultima avvenuta non piu' di due mesi fa, negli stessi luoghi e con le stesse modalità, in cui non era ben speciicato il motivo di tale operazione, se non generiche ricerche di materiale anarcico. In quell'occasione furono aperte cornici, casse dello stereo, plafoniere e altri oggetti di uso comune...tanto accanimento per del materiale cartaceo? Convinti che forse cercavano qualcosa che avevano smarrito, ma ancor piu' certi di quanto facciano schifo e delle loro infami amicizie.

Anarchici teramani, abruzzesi e del mondo

nius da TM

13 FEBBRAIO INCONTRO A TORRE MAURA OCCUPATA

All’indomani della tre giorni di festa per i 16 anni di occupazione di Torre Maura Occupata, i vigili urbani hanno recapitato un “invito” a carattere individuale a “lasciare bonariamente” lo spazio
entro 15 giorni, annunciando, altrimenti, l’avvio entro 90 giorni di un procedimento mirato ad un eventuale sgombero coatto.
Il procedimento sarebbe volto alla realizzazione di uno dei tanti speculatori interventi di riqualificazione delle periferie, tipici della politica estetica veltroniana.
Consideriamo questo atto, seppur indirizzato ad una singola persona, congiunto al manifesto interesse di associazioni “assistenziali” in cerca di sede, come l’ennesima minaccia alla collettività di Torre Maura Occupata e alle molteplici relazioni che vi gravitano attorno. Una minaccia che non ci fa desistere dal continuare un percorso, teso ad attuare nella pratica il pensiero anarchico e antiautoritario, che anzi rilanciamo con la determinazione a difenderlo quotidianamente.
Consapevoli che in tutta Europa è ormai in corso un attacco generalizzato diretto all’annientamento di tutte le realtà non assimilabili a qualsiasi omologante progetto di riqualifica, invitiamo tutti coloro che sono interessati ad un confronto pubblico sulla difesa degli spazi occupati per la riaffermazione e la diffusione della pratica autogestionaria.

L’incontro si terrà MERCOLEDI’ 13 FEBBRAIO 2008 alle ore 20,00 a
TORRE MAURA OCCUPATA
VIA DELLE AVERLE 10

Non sono graditi giornalisti ,guardie né politicanti d’ogni tipo.

Torre Maura Occupata
7 febbraio 2008

repressione a Viterbo contro un occupazione anarchica

Viterbo - Occupazione case, appello conferma condanna per 19 anarchici

fonte apcom

Lo stabile era di Falco, responsabile crack Coop case Lazio

Roma, 6 feb. (Apcom) - Per poco meno di un mese occuparono uno stabile a Bagnaia, in provincia di Viterbo, oggi la III corte d'appello di Roma ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione diciannove anarchici per i reati di invasione di edificio, danneggiamento e furto aggravato. I fatti fanno riferimento ad un periodo di tempo che va dal 28 aprile al 22 maggio del 2001. La protesta era contro il caro-affitti e la politica speculativa ai danni degli studenti universitari.

Di fatto presero possesso di un edificio di proprietà della società "Belvedere '89" a Bagnaia (Viterbo), arrivando a staccare dai balconi alcune ringhiere, ed attraverso alcuni allacci abusi a rubare acqua ed energia elettrica, per un importo comunque di poche centinaia di euro. Il pg aveva sollecitato la rideterminazione della pena in relazione solo al primo reato, chiedendo l'assoluzione per il resto.

[...]

Dalle indagini sull'occupazione dello stabile di Bagnaia emerse che la struttura apparteneva a una cooperativa, rappresentata da Franco Danna e legata al Consorzio 'Coop Casa Lazio', di cui era presidente Francesco Emilio Falco, ideatore secondo l'accusa di una maxitruffa che anni dopo ha ridotto sul lastrico alcune migliaia di famiglie che avevano anticipato i soldi per avere una casa, quasi mai assegnata.

Danna è stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione per corruzione. Falco e la figlia Eleonora (condannati, rispettivamente a quattro anni e mezzo e a due anni e dieci mesi di reclusione per corruzione e falso materiale) che volevano ottenere un rapporto ministeriale addomesticato, finalizzato a evitare il naufragio del Consorzio.

assolto l'anarchico teramano

Da ilCentro

Scritte contro il laboratorio, il giudice assolve l’anarchico

Teramo – L’anno scorso venne arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver fatto scritte contro il Laboratorio del Gran Sasso sui piloni dell’autostrada A24, a Colledara. Ieri mattina l’anarchico, operaio montoriese di 23 anni, è stato assolto dal giudice monocratico perché il fatto non sussiste. L’uomo era accusato di danneggiamento aggravato e istigazione a delinquere. Sui piloni l’uomo aveva scritto frasi contro il premio nobel Carlo Rubbia. Ieri, in occasione del processo, un gruppo di anarchici ha stazionato davanti all’aula. L’anarchico il 2 aprile comparirà a processo per altri episodi.

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