Torino - Striscione contro la Croce Rossa e i Cpt
Torino 24 Giugno 2008
Questa sera in piazza Vittorio per i fuochi di S. Giovanni c’erano anche gli antirazzisti.
Ad un mese dalla morte di un immigrato nel “nuovo” CPT di Torino c’è
chi non dimentica che un uomo è stato lasciato agonizzare nella sua
cella, senza che nessuno intervenisse. La Croce Rossa, responsabile
della gestione del CPT, non ha ascoltato le richieste di aiuto dei suoi
compagni, lasciandolo senza cure. Il direttore del CPT, il colonnello e
medico Antonio Baldacci, così come il colonnello Antonino Calvano,
responsabile provinciale della CRI, hanno negato ogni responsabilità
accusando gli immigrati di mentire, mentre la polizia, giorno dopo
giorno, deportava tutti i testimoni della fine di Hassan.
In piazza c’erano banchetti informativi, striscioni e volantini.
Una mezz’ora prima dell’inizio dei fuochi, quando la piazza era ormai
gremita, alcuni antirazzisti si sono arrampicati su scale da nove metri
ed hanno issato uno striscione di 21 metri che ha attraversato tutta la
grande piazza Vittorio. Sullo striscione era scritto a caratteri di
scatola “No CPT – No espulsioni – Croce Rossa Assassina”.
Per circa mezz’ora lo striscione ha campeggiato sulla piazza, mentre le
forze del disordine statale, digos e agenti dell’antisommossa,
intimavano di toglierlo. Di fronte all’ovvio diniego degli
antirazzisti, dopo lunghi conciliaboli, frenetiche consultazioni
telefoniche hanno provveduto di persona alla rimozione dello
striscione. Le ragioni del blitz poliziesco sono state efficacemente
riassunte da un funzionario che ha dichiarato “o lo togliete voi, o lo
togliamo noi. Qui non ci può stare”.
Le parole fanno paura: nessuno deve ricordare che ci sono i “senza
carte”, che una legge razzista li chiude in prigione, una prigione dove
il 24 maggio di quest’anno a Torino, un uomo è stato lasciato morire da
un’organizzazione umanitaria, la Croce Rossa.
Il presidio in piazza Vittorio è stato organizzato nell’ambito dell’Assemblea Antirazzista.
La prossima riunione dell’assemblea è fissata per martedì 1° luglio in via Cecchi 21.
Per contatti:
assembleaantirazzistatorino@autistici.org
Cesena - Occupato ex-Consorzio Agrario
CESENA
(FC) ORE 17.30 OLTRE 50 PERSONE ENTRANO ALL'EX CONSORZIO AGRARIO DELLA
CITTA', IN DISUSO DA ANNI, E LO OCCUPANO. L'AZIONE E' RESA PUBBLICA
ATTRAVERSO STRISCIONI APPARSI IN CITTA' IN CONTEMPORANEA AL FATTO.
DISTRIBUITO ALLA CITTADINANZA IL SEGUENTE COMUNICATO:
AVVISO ALLA CITTADINANZA
Oggi, 21/06/2008, un nutrito gruppo di individui accomunati da
un’ideologia libertaria e dall’impellente necessità di creare a Cesena
nuovi spazi sociali di aggregazione e confronto a partire dal
quotidiano,ha deciso di occupare l’Ex Consorzio Agrario, da anni
inutilizzato e destinato a mutare inesorabilmente in macerie se
abbandonato al suo destino. Liberare tale spazio dai vincoli gerarchici
e di interesse economico che dominano al di sopra di ogni relazione
interpersonale, lasciando alla porta pregiudizi, autoritarismi,
razzismo, assume un valore simbolico inestimabile: far rivivere uno
stabile chiuso da anni, rendendolo nuovamente pubblico ed aperto a
tutti coloro che desiderano tornare a rapportarsi in maniera diretta
con i propri simili, senza intermediari né vincoli associativi
istituzionali.
Non è necessario mostrare una tessera di partito, una carta di credito,
un permesso di soggiorno, per intraprendere esperienze di autogestione,
autocostruzione, recupero del non utilizzato, e
godere della
condivisione reciproca di tutto ciò che la vita ci offre. non occorre
una concessione dall’alto per organizzarsi autonomamente nel tentativo
di costruire un futuro migliore. O, quantomeno, un’isola felice al di
fuori di un’esistente di guerre e sopraffazione del più debole.
Esigenza di natura primaria, resa improrogabile dal recente sgombero
di“Al Confino Squat”, realtà di cultura antagonista protrattasi per
otto lunghi anni al di fuori dalle logiche del dominio.
Sono tante, troppe le persone che, venuto a mancare in città un simile
punto di riferimento, ritengono irrinunciabile una nuova presenza di
spazi sociali; e l’amministrazione comunale, seppur troppo impegnata ad
organizzare artificiali e consumistiche notti bianche, e ad incanalare
ogni forma di comunicazione in sterili e preconfezionate politiche
giovanili, non può ignorare tutto questo… La mera forza fisica
ostentata in circostanze di sgombero dell’ex scuola elementare di
Pontecucco non potrà mai spazzare via idee e propositi di persone in
costante ricerca di nuovi modelli di vita, qualitativamente migliori
rispetto a quelli che siamo abituati a vivere. Questa è solo una delle
innumerevoli risposte possibili, messa in atto da un gruppo di solidali.
Chiunque dentro a quelle mura abbia lasciato un pezzo di cuore, avrà
modo di metterne in pratica una personale, coerentemente al proprio
modo di essere.
LUNGA VITA ALL’EX CONSORZIO OCCUPATO E AUTOGESTITO !!!
Perquisizione nel Laboratorio (A) "il Mulino"
Martedì 10 giugno una ventina di sgherri, tra DIGOS, polizia e scientifica, effettuavano una perquisizione nel Laboratorio Anarchico “il Mulino” durante l’ora di apertura al pubblico. La perquisizione veniva effettuata con la scusa di un danneggiamento, e la ricerca di materiale di natura eversiva. Venivano sequestrati libri, opuscoli e volantini, e venivano fotocopiate le copertine di un’ottantina di libri. La scientifica ha effettuato meticolose riprese video, e copiato l’hardisk del computer. La perquisa di è estesa nelle abitazioni di due compagni, provincia di Chieti e Teramo. Dalle minacce sbirresce, e dalle infamità dei quotidiani del giorno seguente, veniamo a conoscenza di un imminente sgombero del Laboratorio. In una società che emargina e richiude il diverso, e reprime fino alla morte i ribelli, la scusa dello sgombero di un posto in affitto è che “è utilizzato in modo non conforme alla sua destinazione” Ben sappiamo che non si tratta di conformità “igienica”, ma di non conformità di pensiero e di vita a quello che ci vogliono imporre. Il Laboratorio continua nella sua attività con la gioia che solo la rivolta concede.
Berlino nel caos \\ Torino, la gestapo del comune continua le intimidazioni razziste
Fonte: www.informa-azione.info
Berlino nel caos!
La scorsa settimana, gli anarchici hanno stabilito le proprie date
per un confronto con lo Stato e il
Capitale. Non essendo disposti ad
essere schiacciati dalla crescente repressione contro gli spazi in cui
viviamo, [...] e da combattere, sono stati organizzati i giorni di
azione degli Spazi Autonomi per metter Berlino nel caos! In seguito ai
tre giorni 'Interspace' con un incontro a Kesselberg (terreni occupati
precedentemente al di fuori di Berlino) dal 24-27 maggio, molte persone
si sono incontrate a Berlino per mettere in pratica la teoria e per
unire le forze nelle strade con tutti coloro che già stavano preparando
i giorni di azione.
Eventi della settimana presa dal info-ticker:
4 automobili sono state bruciate e dei caltrops (chiodi piegati - apparecchi utilizzati per foratura pneumatici) sono stati lasciati nelle strade della città per dissuadere i poliziotti e vigili del fuoco ad arrivare a mettere fine agli incendi.
Costruzione di gru bruciati.
Un camion e quattro veicoli hanno iniziato a bruciare.
Occupata una costruzione a Michael Kirch-Platz.
8 automobili bruciate, come risposta allo sgombero di Michael Kirch-Platz e in solidarietà con gli arrestati.
Anti-Gentrification Rally a Bethanien.
Parti di Rigaer 84 sono stati occupati e aperti al pubblico.
Un appartamento di lusso è stato attaccato con bombe di vernice e pietre.
Un tour in biciletta agli edifici del Media Spree, la società responsabile per il risanamento molto a Berlino.
Un Mercedes, un noleggio auto e 2 auto di una società di telecomunicazionisicurezza è bruciata.
Distrutte le finestre della banca Cassa di risparmio.
8 auto di lusso, 2 bidoni e cartelloni pubblicitari sono stati bruciati o distrutti.
Gli uffici dell'agente immobiliare Oliver Rohr che lavora per Rigaer94/Liebig14 proprietario Beulker è stato attaccato con graffiti, bombe di vernice e colla in serrature.
Lo schermo pubblicitario di O2 a Warschauer Strasse è stato attaccato con bombe di vernice.
Il McDonalds in Kreutzberg è stato distrutto.
Distrutte le finestre di due loft incompiuti. Attacco svolto alla luce del sole.
Le finestre di un'auto della polizia sono state distrutte a Mauer Park.
18 finestre della SAP, una società di software collegato al commercio di armi, distrutte.
Le finestre del Verdi Hotel di Kopi distrutte.
Poliziotti sono stati attaccati con pietre e bottiglie al di fuori Kopi.
Striscioni sono stati fatti scendere a sostegno della Rigaer94 dal tetto della cattedrale Berliner Dom.
Costruito barricate a Friedrichshain, Kreuzberg e Wedding.
C'è stata anche una radio pirata (inizialmente istituita per le giornate di aprile d'azione in difesa di spazi liberi) e una rete basata sul web in tempo reale informazioni-ticker che prevedeva-fino al minuto informazioni su tutto, dalle dimostrazioni, azioni, arresti , Sedi di polizia e descrizioni dettagliate dei poliziotti e dei loro veicoli.
Per ulteriori informazioni sulla campagna di liberazione di spazi a Berlino, vai a wba.blogsport.de
Per vedere il ticker notizie, vada alla ticker.so36.net
Torino - Civich, controlli e insulti sul 67
come a Milano, continuano le ronde istituzionali antiimmigrato - fonte labusiarda
8/6/2008 (14:31) - LA DENUNCIA: MAROCCHINO OFFESO DAGLI AGENTI DEL BUS
Un immigrato tartassato da sette vigili sull'autobus
In nome della sicurezza capita che 7 vigili urbani dei «Servizi mirati» salgano su un solo pullman e che con atteggiamento aggressivo si mettano ad esigere da persone visibilmente non italiane il permesso di soggiorno. Sono le tre del pomeriggio, la gente sta tornando a casa dopo 6-8 ore di lavoro e sta pensando alle incombenze del pezzo di giornata che gli resta. Un agente si avvicina a un giovane cittadino del Marocco, gli intima di mostrare il prezioso foglio azzurro della Questura. Il nordafricano è in grado di esibirlo. A quel punto il vigile gli dice a voce alta e con aria di scherno «Custodiscilo bene», sottintendendo nel tono «Potresti non vederlo più».
È quanto è accaduto venerdì pomeriggio sul 67, direzione Moncalieri. Alla fermata di corso Vittorio Emanuele, quella che precede la svolta in via Madama Cristina, salgono tre vigili dalla porta anteriore e quattro da quella centrale. Uno ha i capelli lunghi e disordinati, nel gruppo c’è anche una donna. Alcuni indossano la tuta blu che sul dorso ha la scritta «Polizia locale». Salgono e gelano con lo sguardo i passeggeri, in particolare quelli individuabili come immigrati. È il più giovane, apparentemente poco più che ventenne, ad abbordare il marocchino e a domandargli platealmente il soggiorno.
Viorica Nechifor, giornalista romena, responsabile della versione romena del sito del Comune e addetta stampa del Consolato di Romania a Torino, è seduta proprio lì ed è già immersa in un’atmosfera da brivido. Ma il peggio deve ancora arrivare. L’agente si rivolge all’immigrato e lo apostrofa così: «Ma guarda. Te l’hanno dato oggi il documento, eh. Custodiscilo bene!». Poi, controllati altri due passeggeri, la squadra scende ad un fermata successiva a piazza Madama Cristina.
Sarà un caso, ma tre giorni fa una cittadina sudamericana aveva denunciato all’associazione Almaterra - che da vent’anni è al fianco delle donne immigrate - una vicenda analoga sulla stessa linea 67. Nessun riscontro, però, è stato trovato, se non un breve controllo effettuato dai carabinieri su un cittadino dell’Est in piazza Failla a Moncalieri. Tra il personale viaggiante del GTT - che non ha fatto rapporto per nessuno dei due episodi - c’è chi, nell’anonimato, non esita a dire che «Non è bello veder salire quelli dei Servizi Mirati. Agli anziani possono facilmente ricordare certe scene del tempo di guerra. Bisogna però anche dire che non sono belle per anziani, bambini e per tutti le scene di arroganza che capitano quotidianamente sui nostri mezzi e che hanno per protagonisti cittadini immigrati».
Il GTT precisa che «Non sono mai giunte lamentele da cittadini per
il comportamento dei vigili» e che «Venerdì non erano programmati
interventi del programma “Linea sicura” in cui i controllori GTT sono
supportati dagli agenti dei “Servizi Mirati”».
concerto benefit per Paola - ANNULLATO!
IL CONCERTO è ANNULLATO A CAUSA DELLO SGOMBERO DELL'EX OSTELLO! SPARGETE LA VOCE!!

Per info su Paola clikka qui
AGGIORNAMENTI DALLA VIA DEL CUORE - PISA
storpiato a proprio uso e consumo intercettazioni ambientali e/o telefoniche), configura per la terza volta in quattro anni un 270 bis nei confronti degli stessi indagati e/o imputati delle due precedenti inchieste, più altri che nel frattempo si erano uniti al gruppo nonostante la pluriennale persecuzione volta anche a scoraggiare la militanza e la solidarietà.Il 29/05/08 venivano eseguite 12 perquisizioni tra Pisa, Livorno, La Spezia, Prato e Udine: 12 gli Avvisi di garanzia, 3 gli Ordini di Custodia Cautelare eseguiti nei confronti di Paola Gori (antispecista ed ecologista radicale) di Livorno, Daniele Casalini e Francesco Gioia (anarchici già detenuti rispettivamente a Parma e Sollicciano, accusati di una rapina ad un ufficio postale) e un altro mandato di cattura non eseguito per irriperibilità del compagno, nei confronti di Leonardo Landi, anarchico di Via del Cuore.
L´impianto accusatorio dell´attuale inchiesta è il solito inaugurato contro gli anarchici nel 1995 dal PM Marini a Roma, sempre aiutato dai ROS, che si basa sull´ipotesi del doppio livello, il famoso palese/occulto, con cui l´'associazione sovversiva' di turno palesava e occultava le proprie azioni; le case di residenza diventano covi; i rapporti amicali vengono trasformati in sodalizi criminosi e i giornali a diffusione nazionale (in questo caso Terra Selvaggia) in bollettini interni. Inizia il 12/06/07, quando venivano arrestati Daniele e Francesco sulle montagne lucchesi qualche ora dopo che era stata consumata una rapina alle Poste di Terrinca (LU). Ai ROS, che hanno la funzione di reprimere le lotte sociali, non è bastato certo di avere due compagni nel sacco e, proprio quando stavano per scadere i termini di carcerazione preventiva, hanno pensato di fare più danno possibile all´area politica da dove provenivano i compagni e che si è mostrata sempre e fin da subito solidale.
Pertanto, Daniele, Francesco, Leo e Paola sono imputati del << ...reato di cui all´art. 270bis perché, formando tra loro uno specifico 'gruppo di affinità', strutturato secondo lo schema eversivo del c.d. doppio livello.... promuovevano, costituivano e organizzavano un´associazione criminale diretta a sovvertire violentemente l´ordinamento democratico dello Stato e che si propone il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione, tra cui l´ideazione e la commissione della rapina in danno dell´ufficio postale di Terrinca (LU), eseguita il 12/06/07, a scopo di autofinanziamento, ovvero diretta al procacciamento delle risorse necessarie all´operatività ed alla stessa sopravvivenza dell´associazione, anche sotto il profilo dell´assistenza economica dei sodali detenuti, organizzazione operante in sintonia con gruppi eversivi insediati in altre regioni del territorio dello Stato e dedita
, altresì, ad una diffusa attività do proselitismo mediante la stampa di volantini, di documenti e del periodico a circolazione interna 'Terra Selvaggia', contenenti manifeste espressioni di istigazione e apologia dei reati strumentali al conseguimento del fine eversivo dell´ordine democratico. In Livorno, Pisa ed altre aree del territorio nazionale, quanto meno dal Marzo 2007 alla data odierna.>>. Inoltre, sono imputati <e III comma c.p....perchè in concorso tra loro e con altre persone non identificate, al fine di trarne profitto, si impossessavano della somma di 3460 ? asportandola dall´Ufficio Postale di Terrinca... Casalini Daniele, nell´introdursi nell´ufficio postale...travisto ed impugnando una pistola... Gioia Francesco, nel fungere da 'palo'... Landi Leonardo, nell´assicurare il supporto logistico ed organizzativo... Gori Paola, nel mettere a disposizione la propria abitazione - stabilmente utilizzata per le riunioni 'ristrette'... Con l´aggravante di aver agito con finalità di terrorismo e di eversione dell´ordine democratico.>>.Anche questa volta l´ennesima associazione sovversiva và a colpire i legami di solidarietà che si sono creati in questi anni. Quello che si cerca di creare è l´isolamento dei compagni e l´allontanamento e la criminalizzazione delle lotte. Per questo sono stati colpiti/e i compagni/e più generosi che hanno scelto da che parte stare infischiandosene delle manovre repressive che ogni giorno di più si palesano sotto gli occhi di tutti/e. Compagni e compagne che da anni lottano in difesa della terra e degli animali, contro i vari progetti di devastazione ambientale, dai rigassificatori agli inceneritori, dal TAV all´inquinamento elettromagnetico, da sempre solidali con coloro che vengono colpiti dalla repressione e attivi nel loro sostegno.
libertà per Paola
libertà per Francesco e Daniele
libertà per tutti e
tutte le ribelli della terra
solidarietà per Leo
31/05/08
Coordinamento Nogasiera
Anarchici e Anarchiche di Via del Cuore
anarchici sparsi
per chi volesse scrivere ai prigionieri:
Daniele Casalini - c.c. Via Burla 59 - 43100 Parma
Francesco Gioia - c.c. Via
Girolamo Minervini 2/R - 50142 Sollicciano (FI)
Paola Gori - Via delle Macchie 59 - 57100 Livorno, ma sicuramente presto verrà trasferita in
altro carcere.
compil-Azione (clikka sull'immagine per ingrandirla)
Dieci anni fa morivano Sole e Baleno
DARIO FO SCIACALLO DI CORTE
Dieci anni fa si consumava un’inchiesta giudiziaria che portava allo
sgombero di alcune case occupate a Torino e all’arresto di nostri tre
compagni. Erano accusati di far parte di una associazione sovversiva e
banda armata che negli anni ’90 avrebbe realizzato diversi sabotaggi in
Val di Susa, in particolare contro trivelle e cantieri dell’Alta
Velocità. Da subito iniziava l’opera di sciacalaggio mediatico operata
dai vari menestrelli di corte nei confronti di anarchici, squatter e
case occupate. Ben ci ricordiamo le parole dello sciacallo Dario Fo e
consorte, subito pronti a cavalcare l’onda della contestazione
istituzionalizzata. Irritati da chi contestavano loro, i manichini del
potere, i due buffoni di corte non persero tempo a definire sulle
colonne opulente di diversi giornali i nostri compagni come “sbandati e
ignoranti” e “beceri anarcoidi”. Quella volta la contestazione non
rientrava nei luridi giochetti di potere, di cui Dario Fo e consorte
sono gli sguazzanti manichini. Le loro farse teatrali ci hanno fatto
sempre schifo, perché portano sul piano istituzionalizzato la
contestazione e quindi l’associano alla burla. Ci fanno schifo loro
come tutti gli altri menestrelli, ma ci fanno ancor più schifo per la
merda che hanno sparato su noi e sui nostri compagni dalle loro
poltrone comode e dal loro sparlare di tutto stipendiato.Due dei tre compagni arrestati, Edoardo Massari, detto Baleno,e Maria
Soledad Rosas, detta Sole, vennero ritrovati impiccati rispettivamente
il 28 marzo 1998 nella sua cella del carcere delle Vallette, a Torino,
Baleno e l’11 luglio dello stesso anno nella casa in cui era agli
arresti domiciliari Sole.
L’odio che portiamo nel cuore è per Sole e Baleno e per tutti gli altri che sono morti o che marciscono nelle galere. E’ l’odio contro questo sistema e contro tutti i menestrelli ed i guardiani che lo mantengono.
ANARCHICI
scarica e diffondi il volantino
Pescara città alla moda? Non poteva mancare quindi il ritorno della moda dei naziskin.
nel locale Rock House di Pescara, di numerosi gruppi Nazi-rock di tutta Italia piu uno di Pescara, "i Killer Sorpresa". Nei volantini è previsto per il giorno successivo un "aperitivo violento" e la pratica del loro sport nazi-onale che gli stessi chiamano "Cinghia mattanza". Ora ci chiediamo se sia necessario arrivare al morto come a Verona, a Torino,a Roma e Milano e
in tante altre città italiane o se sia invece il caso di intervenire immediatamente per impedire che questa feccia venga a far danni nella nostra città? Chiediamo al locale che ospiterà questo porcaio illegale di annullare immediatamente l'iniziativa e chiediamo a chi governa questa Città di impedire con decisione che la memoria dei nostri martiri della Resistenza venga così volgarmente calpestata da teppisti senza dignità. chiediamo di aderire ad un iniziativa contro la cieca violenza dei fascisti.aderiamo al comunicato con una mail e partecipiamo all'iniziativa che si terrà dalle ore 20.00 il 1 giugno presso lo spazioserra!!! mandate mail di conferma,la serata del 1 giugno vedrà partecipare tutti coloro che aderiscono all'iniziativa.Società delle Culture,
omnibass dice 26x1,
.

Comunicato sgombero spazio sociale anarchico "Rivoluzio"
San
Prospero, Modena Stamattina alle 8:00 le forze del disordine si sono
presentate in una cinquantina tra poliziotti, carabinieri e digos, allo
spazio sociale anarchico occupato “Rivoluzio”, tranciando il lucchetto
del cancello e sfondando la porta d’'ingresso. Una volta entrati negli
stabili, gli sbirri hanno provveduto a spaccare e ribaltare diverse
cose.
Un occupante è riuscito a salire sul
tetto, ma è stato fatto scendere da due carabinieri che a loro volta
sono saliti, creando una situazione di pericolo. Sono subito partite le
telefonate ai compagni, che sono accorsi, ma già tutti gli occupanti
erano stati portati fuori. Il cane presente e i suoi 10 piccoli,
partoriti 3 giorni prima, non sono stati toccati, anche se hanno
minacciato di portarli al canile.
Dopo
averci lasciato il tempo di svuotare gli stabili, nonostante le
continue pressioni, l’area è stata posta sotto sequestro e hanno
iniziato a murare le porte anche con l’aiuto dei servi del C.R.A. (
centro di ricerca agronomico, proprietari dell’area) .
Dopo quasi tre mesi di attività politiche e sociali, gli stabili tornano ad essere un monumento all’'inutilità.
Seguiranno aggiornamenti
Spazio Sociale Anarchico “Rivoluzio”
aggiorno ora perchè non mi funzionava il blog
Abruzzo - Sole e Baleno continuano a vivere nel nostro odio
Sul centro, quotidiano abruzzese, viene riportata la notizia che nella notte tra lunedi e martedi di questa settimana sono state ritrovate scritte murali di matrice anarchica sui muri del municipio, del comando dei vigili del fuoco, di una banca e inoltre su 3 autobus della linea regionale a.r.p.a. .Le scritte erano riferite in particolare a Sole e Baleno.
Riguardo alla notizia apparsa su varie testate, della contestazione a quello schifoso giullare
del potere, Dario Fo, c'è stata un'accorta manovra poliziesca poichè il
giorno successivo ai fatti "il centro" pubblicò un articolo nel quale
riportava il volantino distribuito (in solidarietà a Sole e Baleno e
contro tutti i contestatori ammaestrati) e non faceva commenti di sorta
. Oggi, evidentemente redarguiti dai porci in divisa e in giacca e
cravatta, le varie testate hanno pubblicato l'articolo questurino con
tanto di commenti sul contenuto del volantino.
Nessuna sorpresa.
Odio e disprezzo per tutti i pennivendoli e i lecchini del potere.
Teramo - Contestano Dario Fo, fermati due anarchici
fonte apcom
Manifesti strappati e acqua nei pavimenti e bagni
Roma, 15 mag. (Apcom) - Gli agenti della polizia di Teramo hanno fermato e denunciato i due anarchici che ieri sera hanno contestato Dario Fo, impegnato in uno spettacolo nell'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza.
Prima dell'inizio dello spettacolo, due giovani in parte camuffati, sono entrati all'interno della Facoltà di Giurisprudenza e, dopo aver tappato lo scarico di due lavandini inondando di acqua il pavimento, hanno stracciato alcuni comunicati di associazioni di giovani universitari e manifesti dello spettacolo.
Poi, hanno cercato di distribuire volantini "di stampo anarchico e farneticante", e si sono allontanati di corsa, ma fuori dall'edificio sono stati bloccati e portati in Questura dagli agenti.
I due, entrambi del luogo, già conosciuti come attivisti anarchici, sono stati denunciati per danneggiamenti; uno di loro è stato denunciato anche per violazione del foglio di via obbligatorio da Teramo, emesso dal Questore e più volte violato.
I giovani sono stati accompagnati a casa propria, mentre lo spettacolo - che non ha subito disturbo - è iniziato e si è svolto in tranquillità.
In basso, volantino distribuito da solidali del Confino, da poco sgomberato, durante un consiglio comunale.
Laboratorio Anarchico "il Mulino" - Teramo
Tra
mille difficoltà di trovare respiro in un contesto sociale totalmente
soffocante nei suoi doveri e nei suoi divertimenti, ci sono ancora
individui che si uniscono per creare situazioni svincolate da questa
melma opprimente. Il Laboratorio Anarchico “il Mulino” si pone come
luogo d’incontro di queste necessità. Anarchico perché rivendica la
propria appartenenza al pensiero antiautoritario, libertario e, ora più
che mai, anticapitalistico, che ha da sempre delineato l’identità degli
anarchici. Nello spazio è infatti presente un archivio-libreria di
testi anarchici e non, oltre che una distribuzione di libri, opuscoli e
riviste anarchiche. Il Mulino perché la nostra collocazione è radicata
ad un discorso di lotta territoriale, non intesa come putrida
proprietà, ma come contesto
visibilmente attaccato dall’economia del
capitale. Non a caso questo spazio si trova ai piedi della montagna, in
luoghi in cui le lotte possono coinvolgere l’istintività delle persone,
visto che i saccheggi sono generati da rapporti di forza più
semplificati rispetto ad altri contesti. Ma ciò che più ci interessa è
l’accezione di “laboratorio”. Esso infatti è uno spazio aperto a
chiunque voglia basare i propri rapporti svincolandoli da ottiche
commerciali e autoritarie. Uno spazio in cui vi saranno iniziative su
tematiche che più abbiamo a cuore, come carcere, psichiatria, critiche
delle modalità di produzione e dei suoi meccanismi, e su tutte le altre
forme di segregazione a cui questa società condanna le persone e tutte
il resto del vivente. Ma è, e cercherà di essere, soprattutto uno luogo
in cui evolvere rapporti e idee per attaccare l’esistente, partendo da
una critica radicale nei suoi confronti, che possa però portare
solamente alla messa in pratica di tali idee. Non è dunque un luogo di
sterili sofismi né tantomeno di bivacchi divertenti. Non intende avere
alcun tipo di rapporto con persone o organizzazioni che abbiano a che
fare con le istituzioni. Il Laboratorio Anarchico “il Mulino” non è un
punto d’arrivo, bensì il punto di partenza da cui costruire un qualcosa
di diverso che, nei confronti del dominio globale, inevitabilmente si
pone in un’ottica di scontro.
Il Laboratorio Anarchico si trova a Montorio al Vomano (TE), in via dei Mulini 39
Per arrivare: Strada statale da Teramo per Montorio, alla fine del
corso del paese vecchio, scendere le scale sulla sinistra in via dei
Mulini 39.
Il Laboratorio è aperto il martedì e il giovedì dalle 17:00 alle 22:00, e durante le iniziative che seguiranno
Aggressione a SanLorenzo da i "compagni"
La notte di venerdì 11 aprile 2008 durante le ultime ore di campagna elettorale alcuni nostri compagn@, che muovevano un ulteriore passo nel loro percorso antistituzionale e anticapitalista, si trovavano a S.Lorenzo ad attacchinare un manifesto astenzionista firamto Autonomia.
I/le compagn@ venivano aggrediti a freddo alle spalle da una decina di militanti di action de ''La sinistra l'arcobaleno''.
I compagni sono stati colpiti a pugni e bastonate in testa (uno di essi ha rischiato di perdere un occhio) e una compagna è
stata schiaffeggiata e chiamata puttana. Prendiamo atto dell'innalzamento del livello di scontro che mira ad impedire un'agibilità fisica e politica a chi si pone in rottura con lo stato di cose presenti.
Comitato di Lotta Quadraro
Laboratorio Rivoluzionario Gatto Selvaggio
ancora su Verona.....2
VERONA: I MANDANTI
L'amministrazione comunale veronese
si impegna a costituirsi parte civile nel processo contro i cinque
estremisti di destra che hanno barbaramente ucciso Nicola Tommasoli.
Quell´amministrazione
comunale capitanata da un sindaco che era stato condannato per
violazione della legge Mancino in relazione a una sua campagna di
qualche anno fa contro gli zingari (la
Cassazione ha poi annullato la
sentenza, rinviando tutto alla Corte d'appello di Venezia, ma il
processo è ancora in piedi). Lo stesso sindaco che ha scelto Andrea
Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, membro della band nazi-rock dei
Gesta Bellica e leader della Fiamma tricolore, quale capogruppo della
sua lista in consiglio comunale, quel Tosi che ha partecipato nel
dicembre scorso ad un corteo dell'estrema destra, dove ovviamente gli
insulti alla Resistenza e all'antifascismo si sono sprecati e al
termine del quale alcuni aderenti di Fiamma Tricolore non trovarono di
meglio da fare che linciare tre "terroni".
Facciamo Breccia
ritiene che dovrebbe invece essere la cittadinanza di Verona a
costituirsi parte civile nei confronti di un´amministrazione comunale
che quotidianamente istiga all´odio fondato sull´ignoranza e il
revisionismo storico.
Sappiamo che ciò non accadrà, perché la
cittadinanza veronese ha scelto questo sindaco con il 60,69% dei voti,
ben sapendo chi fosse il leghista Tosi.
Ed ora questa città,
questi amministratori e i media si affannano a dire che non si tratta
di un delitto politico, perché i ragazzi assaliti non provenivano dai
centri sociali, non erano né immigrati, né rom, né gay, lesbiche,
trans, né meridionali. Come se l´ideologia nazi-fascista distinguesse,
pensasse, interpretasse... No: l´ideologia nazi-fascista si
caratterizza proprio per la violenza che si rovescia su chiunque taglia
la strada, su chiunque non abbassa la testa, magari solo di fronte al
comando "dammi una sigaretta". Perché all´uomo "superiore" tutto è
dovuto.
Il delitto di Verona è terribilmente politico perché
pone in luce il nucleo centrale del nazismo e del fascismo. Perché
rende drammaticamente reale quanto sostenuto più volte nel passato:
chiedere - o anche solo lasciare - che vengano offesi e violati i
diritti di alcun*, significa mettere un´ipoteca sui propri stessi
diritti. Perché quando si cominciano a prevedere eccezioni e deroghe
all´inviolabilità della dignità umana, si sa chi viene colpito oggi, ma
non chi potrà cadere domani.
Facciamo Breccia denuncia la
costruzione di un clima politico che ha preparato questo omicidio che
non è affatto un atto isolato, ma anzi si colloca in un contesto di
aggressioni squadriste ripetute.
Mandanti sono coloro che
assecondano i peggiori istinti di uomini violenti trasformandoli in
vigilantes legittimati da un potere cieco, salvo rinnegarli quando -
come in questo caso - si fanno cogliere quasi in flagranza di reato.
Mandanti
sono coloro che imbracciano il moschetto del sionismo per assolvere il
nazi-fascismo veronese e che strumentalizzano la Resistenza per
condannare l´"invasore", ma non il fascismo italiano.
Mandanti
sono tutti coloro che invocano una sicurezza che nient´altro risulta
essere che il privilegio di non mescolarsi alla povertà che invade le
nostre città, e che si affidano alle sirene di chi li rassicura sul
loro essere individui superiori che mai saranno mischiati ai poveri
della terra.
Mandante è il 60,69% di veronesi che ha votato
l´ordine e la disciplina di Tosi, pensando che la violenza si sarebbe
limitata a colpire "gli altri", è il 60,69% dei nipoti di quei veronesi
che negli anni ´40 videro i treni della deportazione sostare alla
stazione di Porta Vescovo, ma preferirono non guardare e poi rimuoverli
dalla memoria, perché dentro c´erano "gli altri".
Verona non è una città fascista, dice spesso l´amministrazione Tosi.
Verona
è una città ancora e sempre più fascista, invece, e bene lo sanno i
compagni e le compagne che la vivono quotidianamente e che - a uno a
uno, a una a una - prima o poi hanno dovuto farci i conti.
In
questo quadro di sdoganamenti e complicità non ci sembra più
sufficiente chiedere lo scioglimento di tutte le formazioni - di
qualsiasi tipo - che fanno riferimento all´ideologia fascista e
nazista: le stesse istituzioni locali e nazionali ne sono ormai
intrise, per quanto si affannino a nascondere le proprie complicità
dietro una facciata di equidistanza.
Ribadiamo l´antifascismo
come valore etico irrinunciabile, oggi più che mai. E ribadiamo la
nostra vicinanza e solidarietà alla parte sana di Verona, che resiste
nonostante le infamie e le minacce.
Il Coordinamento Facciamo Breccia
Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che
troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e della nostra città.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
ancora su Verona.....
Anche se la connessione tra questo omicidio squadrista e le organizzazioni politiche del fascismo istituzionale è ovvia e scontata, apprendiamo un'ulteriore riprova della stessa. Una normalità che uccide, una normalità da debellare.
Federico Perini, uno dei cinque arrestati per il pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, si è candidato nelle liste di Forza Nuova alle amministrative di Verona del 2007. Il fatto sconfessa quanto sostenuto da Forza Nuova e dalla destra estrema all'indomani della morte di Nicola, e cioè che i giovani picchiatori non avessero nulla a che fare con la politica. C'è di più: sul sito di Forza Nuova, il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis diffida gli organi di informazione minacciando di querelare chi attribuisce qualsiasi responsabilità della vicenda al partito di Roberto Fiore. «I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria» prosegue Caratossitidis. Il ragionamento di Fn è semplice: se «il ragazzo» frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano i neofascisti, «questo è un altro discorso non minimamente ricollegabile a Forza Nuova». Un piccolo collegamento, invece, esiste: il giovane Perini, residente nel comune limitrofo Bosco Chiesanuova, nella primavera del 2007 risulta candidato di Fn per la seconda e l'ottava circoscrizione.
Laura Eduati
Liberazione 08/05/2008
(da informazione)


